Immagini

<-
->
 

"In nessuna parte delle Alpi s’innalzano così bruscamente cime altissime e con così poca apparenza di connessione tra di loro. In nessun altra parte vi sono contrasti così marcati offerti dalla differenza di struttura geologica come quelli che qui colpiscono il viaggiatore…"

John Ball

“Ma le Dolomiti cosa sono? Fessure che come enigmatiche iscrizioni tagliano in diagonale le pareti; macigni da ciclope in bilico, che sporgono proiettando nell’abisso lunghe ombre, e occhiaie nere che trasfigurano i pinnacoli in devastati teschi; facce da cane, monaci incappucciati, scontrose vergini, guerrieri del ‘200, preti, ceree statue che sulle creste confabulano, vitrei fantasmi di calcare erosi dal vento che si sporgono in fuori e guardano fissamente...minuscole caverne di gnomi scavate negli appicchi angusti, lugubri strisce di antichi stillicidi, cicatrici di un candore quasi osceno, pulpiti da predicatore sospesi nelle voragini. (…) Di che colore? Si può trovare un aggettivo esatto per definire quella tinta così diversa da tutte le altre montagne, che al sottoscritto, ogni volta che ci fa ritorno e la rivede, provoca un trasalimento interno, risollevando ricordi struggenti? No, un aggettivo preciso non esiste. Più che di un colore preciso, si tratta di una essenza, forse di una materia evanescente che dall'alba al tramonto assume i più strani riflessi, grigi, argentei, rosa, gialli, purpurei, viola, azzurri, seppia, eppure è sempre la stessa, così come una faccia umana non cambia anche se la pelle è pallida o bruciata. E da tutto questo, per chi guarda dal fondo delle valli, che colore risulta? E' bianco? giallo? grigio? madreperla? E' cenere? E' riflesso d'argento? E' pallore dei morti? E' l'incarnato delle rose? Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure è un sogno?"
Dino Buzzati

"E il sole calante le aguglie/tinga a le pallide Dolomiti sì che di rosa/nel cheto vespero le Marmarole care al Vecellio/rifulgan, palagio di sogni/eliso di spiriti e di fate"

Giosué Carducci

"Il singolare paesaggio dolomitico suscita emozioni soggettive: l’alpinista vi scorge l’invito ad una scalata avventurosa; l’esteta gode nel gioco di luci ed ombre; il geologo vi sente l’immensità del tempo trascorso durante l’incessante evoluzione del nostro pianeta."

Hermann Frass

"Come l’aria divenne fredda e i raggi dorati del sole morirono, le sagome delle montagne mutarono i loro fiammeggianti splendori in una fredda tinta grigio azzurra. In modo strano questo splendore dell’aria sembrava aumentare, finchè non divenne più trasparente. Apparve leggera un’ombra, e le maestose e spettrali Dolomiti svanirono come genii nelle notti di Arabia. La battaglia era finita: esse avevano avuto la peggio..."

Douglas W. Freshfield

"Quando il cielo è sereno e l’aria quieta, tutto è luce: luce cristallina e lieve, diafana e solida, sotto la quale le cuspidi e le seghettature si intagliano come figure in delicati rilievi di cammeo."

F. Grodel

"Lassù provammo quel fascio quasi inestricabile di particolari sentimenti, che si suole chiamare il senso della vetta. Il mondo esterno, l'interno e il cosmico si compenetrano a vicenda."

E. G. Lammer

"Con la loro moltitudine di pareti, di torri, di guglie, di forcelle e di creste, le Dolomiti costituiscono un’attrattiva irresistibile per chiunque ami la montagna. Le loro forme fantasiose e mutevoli, il continuo variare dei colori, il contrasto tra le dolci praterie e la verticalità delle crode compongono un quadro d’un fascino senza uguali.
Se dovessi scegliere fra tutte le montagne del mondo le mie preferite, certamente mi deciderei per le Dolomiti..."

Reinhold Messner

"Le Dolomiti contrastano fortemente rispetto a tutte le altre montagne per il loro candore abbagliante, la loro arida sterilità, la loro ripidezza, per gli innumerevoli crepacci e fenditure che attraversano le loro gigantesche pareti, tutte in direzione verticale e, soprattutto, nelle loro taglienti vette e nei crinali dentati, che si ergono nel vuoto per migliaia di piedi, presentando il profilo più pittoresco. (…) Alcune hanno vette slanciate e cime che s’ergono come pinnacoli ed obelischi arditi; mentre altre si estendono in creste seghettate e dentellate, simili alla mandibola irta di zanne di un alligatore. Pareti alte molte migliaia di piedi incombono verticali sulla valle, squarciate da profondi canaloni; esse sono assolutamente brulle, spoglie da ogni vegetazione e hanno per lo più una colorazione giallastra o biancastra. (...) Talvolta assumono la forma di torrioni; in altri casi le guglie sono così numerose, appuntite, sottili e ravvicinate, da poterle paragonare ad un fascio di baionette o di spade..."

John Murray

"Camminando immersi in quel bianco di luce propria, tra gli alti tronchi muschiati d'argento, pure il tempo diventa irreale e ti sembra di vivere in un mondo metafisico come dentro un sogno: non ha più peso il tuo corpo, non è faticoso il passo e cammini vagando da pensiero a pensiero. In un infinito tra gli alberi innevati anche le cose della vita appaiono più chiare."
Mario Rigoni Stern