
15170309 Letture per immagini
La campagna fotografica svolta da Maria Rosa Russo nel marzo 2009 racconta il paesaggio nel comprensorio sciistico Porta Vescovo Dolomiti Resort.
Questa campagna fotografica ha permesso di aprire un luogo con un’identità storica e comunitaria molto forte e percepita a nuove interpretazioni. Guardare significa custodire, prendersi cura. Fotografare è scegliere, indicare, sottolineare, decifrare. Il gioco tra questi due termini contiene il senso di questi scatti, nei quali la fotografia viene intesa come lettura di un luogo per la definizione di un progetto, anche inconsapevole, e come uno sguardo direzionato verso l’interpretazione e la valutazione degli elementi che lo costituiscono definendone le priorità. Lo sguardo è stato guidato dall’idea di osservare l’area a scale diverse, dal micro al macro. Il paesaggio è diventato così un palinsesto di elementi naturali considerati nella loro singolarità: la neve, il bosco, l’acqua, le montagne.
La lettura fotografica ha cercato di intuire come tali elementi entrassero in sinergia con gli aspetti ambientali quali il vento, il sole, la luce e, contemporaneamente, anche con l’azione dell’uomo. Alla base vi è sempre la necessità di offrire al visitatore la sensazione di trovarsi all’interno di un sistema ambientale da scoprire e di cui può essere parte integrante nel suo mantenimento o cambiamento. Partendo da questo concetto si è scelto di differenziare la lettura in scatti in bianco e nero e a colori per dare due diverse ma complementari interpretazioni. Il bianco e nero trova nella sottrazione uno sguardo rinnovato in grado di aprire nuove possibilità per i micro paesaggi del comprensorio.
Il paesaggio, infatti, subisce un’operazione d’astrazione di elementi sia per la tecnica utilizzata sia per l’intenzione di dare un altro senso alle componenti che lo costituiscono.
Il tentativo di svuotare i paesaggi dalla loro realtà aumenta il valore della materia viva di cui sono fatti. Le stagioni e il tempo, i ritmi del lavoro e dell’azione dell’uomo diventano in questo modo inconsapevoli scritture. Il colore, invece, racconta la stratificazione degli elementi che compongono il paesaggio. Si è dato così corpo ad un atlante in grado di racchiudere al proprio interno tutti gli elementi individuati nel luogo, da quelli naturali a quelli antropici, derivati o derivanti dall’uso dei visitatori.
Maria Rosa Russo è architetto paesaggista.
Dal 2003 è dottore di ricerca in “Architettura dei Parchi e dei Giardini e Assetto del Territorio” presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e l’Università Federico II di Napoli. Unisce l’attività di studiosa del paesaggio a quella di fotografa, con numerose pubblicazioni e mostre, tra cui: L’architettura del paesaggio in Brasile dopo Burle Marx, Brasilia, Curitiba, Rio de Janeiro, Salvador, Sao Paulo, 2004;Tra N sito, Lo stretto di Messina: Itinerario tra due coste, 2004; Paesaggi nello Stretto, 2007. E’ autrice delle fotografie del volume, Joan Nogué, Entre Pajsages, Ambit, 2009.